Grosseto e la provincia

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La Provincia di Grosseto occupa interamente l'estremità meridionale della Toscana; essa è la più vasta della regione e una delle province italiane con la più bassa densità abitativa.

Confina a nord-ovest con la provincia di Livorno, lungo la fascia costiera, e con la provincia di Pisa, nell'area delle Colline Metallifere sud-occidentali; a nord e ad est il territorio è diviso dalla provincia di Siena prima dalle Colline Metallifere sud-orientali, poi da un tratto del fiume Ombrone e dalla parte terminale del suo affluente, il fiume Orcia, ed infine dal cono vulcanico del Monte Amiata; a sud-est il confine con la provincia di Viterbo (Lazio) è segnato lungo la fascia costiera dall'ultimo tratto del torrente Chiarone, mentre nelle zone interne il limite tra le due province risulta meno definibile.

 

Bagnata ad ovest dal Mar Tirreno, include anche le isole meridionali dell'Arcipelago Toscano: l'Isola del Giglio, quella di Giannutri e isolotti minori non abitati, tra cui le Formiche di Grosseto e la Formica di Burano.

 

Nella provincia di Grosseto esistono varie tipologie di ambienti naturali che si susseguono e si diversificano l'uno dall'altro. Dalla fascia costiera alla montagna, passando attraverso la pianura e la collina si incontrano vari ecosistemi che si contraddistinguono sia per la flora che per la fauna.

 

Lungo la fascia costiera predomina la macchia mediterranea che si diversifica in base alla tipologia di costa. Le zone di pianura sono caratterizzate da aree palustri e corsi d'acqua dove si sviluppano diverse tipologie di vegetazione. L'area collinare è ricoperta da sugherete; salendo di quota, la vegetazione è caratterizzata da boschi di cerri, roverelle, castagni, ....La montagna è caratterizzata da faggi, castagni, abeti bianchi e rimboschimenti di conifere; nella zona amiatina è piuttosto scarsa la vegetazione floreale a causa della natura vulcanica del terreno, anche se è da riferire la presenza di fioriture spontanee di orchidee e di narcisi, in aree comprese nei territori comunali di Arcidosso e Santa Fiora.

La fauna presenta una notevole varietà in base agli ambienti presi in considerazione. Lungo la costa e sulle isole vi è una numerosa presenza di gabbiani, molto evidente sull'isola di Giannutri dove nidificano in gran numero. In alcune zone costiere si riscontra la presenza del falco pellegrino e del falco pescatore; è presente anche la beccaccia di mare tra la fauna delle aree costiere. Gli ambienti palustri, lagunari e i laghi costieri sono l'habitat naturale per numerosi anfibi e per varie specie di uccelli tra i quali spiccano gli aironi, i fenicotteri nella Laguna di Orbetello, il falco di palude e l'albanella reale nella Diaccia Botrona.

 

La macchia mediterranea e i boschi sono popolati da vari animali selvatici tra cui cinghiali, daini, caprioli e volpi; sono presenti anche un buon numero di fagiani e, nella Pineta Granducale di Marina di Alberese, sono stati avvistati anche il cuculo da ciuffo e la ghiandaia marina, due specie ornitologiche estremamente rare. Nelle zone collinari interne e in montagna è stata riscontrata anche la presenza del lupo che è notevolmente cresciuto di numero negli ultimi tempi.


La provincia di Grosseto, con il suo 47% di territorio incluso in aree protette di varia tipologia, risulta essere una delle province italiane maggiormente tutelate sotto il profilo ambientale e paesaggistico. Tra le aree protette spiccano un'area marina protetta europea, un parco nazionale, un parco regionale e una serie di riserve naturali e oasi faunistiche.

 

 

Etruschi e Romani

Gli Etruschi costruirono numerose città che ebbero il periodo di massimo splendore intorno al VII secolo a.C., delle quali rimangono numerosi resti archeologici di elevato interesse, tra i quali spiccano le antiche città di Vetulonia, Roselle (con successive testimonianze di epoca romana), Statonia e Sovana, dove le Vie Cave collegavano le varie necropoli a quelle di Sorano e Pitigliano.

 

Altre città e necropoli etrusche si svilupparono presso Saturnia, a Marsiliana e nel territorio collinare tra Magliano in Toscana, Scansano e Civitella Paganico. Presso Ansedonia, gli Etruschi realizzarono un'imponente opera di ingegneria, denominata Tagliata Etrusca, per impedire l'insabbiamento di un vicino porto. Tra i più importanti reperti, è da segnalare il Disco di Magliano, rinvenuto presso l'omonima località ed attualmente conservato al Museo archeologico di Firenze, che è risultato fondamentale per la codifica dell'antica lingua etrusca.

 

I Romani si insediarono nei secoli successivi prevalentemente presso le preesistenti città etrusche. I reperti archeologici di maggiore interesse del periodo romano (fori, anfiteatri, ville e strade) sono venuti alla luce a Roselle, nei dintorni di Scansano, Magliano in Toscana e Pitigliano, a Saturnia e a Cosa, dove i Romani completarono l'opera ingegneristica della Tagliata Etrusca, avviata dai loro predecessori, che venne denominata anche Spacco della Regina.

Il Medioevo

Il Medioevo ebbe inizio con le invasioni barbariche, che causarono l'abbandono di alcuni importanti centri etrusco-romani a vantaggio di altri insediamenti situati in luoghi più protetti: in epoca longobarda fu completamente abbandonata anche la città di Statonia a vantaggio di Sovana. In questo periodo iniziò anche il lento declino di Roselle che venne definitivamente abbandonata dopo l'anno mille a vantaggio di Grosseto, dove fu eretta una possente cinta muraria difensiva. In questo contesto ebbe pertanto inizio il fenomeno dell'incastellamento che portò alla costruzione di numerosi castelli, borghi fortificati e centri abitati circondati da cinte murarie di difesa.

Agli inizi del Trecento l'influenza di Siena iniziò a farsi sentire su vari alcuni centri dell'entroterra che passarono a famiglie nobili senesi quali i Buonsignori, i Piccolomini, i Tolomei e i Salimbeni o direttamente sotto il controllo della Repubblica. Mentre gli Orsini riuscirono ad ereditare Pitigliano, Sorano e, per un breve periodo, anche Sovana a seguito del matrimonio tra Romano Orsini e Anastasia Aldobrandeschi (1293), gli Sforza editarono nel corso del Quattrocento la Contea di Santa Fiora, iniziando il loro dominio nella zona dell'Amiata, a seguito del matrimonio tra Bosio Sforza e Cecilia Aldobrandeschi (1439).

Il calendario aggiornato in tempo reale con gli eventi di tutta la Maremma lo trovi qui: http://www.tuttomaremma.com/eventi.htm

(fonte wikipedia)

 

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